 |
|
Chi arriva a Roma pensa al Colosseo, al soffio del ponentino che corre tra i tavolini di Via Veneto, alla Dolce Vita del grande Fellini, all'abbraccio con il Papa in Piazza S. Pietro. Ma Roma è anche l'acqua di 1500 fontane. Lo scorrere di una trasparenza che incanta lo sguardo e lo porta lontano, il brillio di mille schizzi d'argento, lo scintillare di gocce che diventano perle e volano libere per la città. Una città poggiata sul Tevere con intorno la luce di fontane che si accendono come fuochi d'artificio ad illuminare una strada, una piazza, un cortile. L'acqua come sentimento e come architettura. L'acqua e la vita, lo scorrere del tempo e il movimento eterno di uno zampillo.
Occhi affacciati sulla trasparenza. Acqua dolce, acqua chiara, acqua viva, acqua fresca di vita. Acqua che accompagna il viaggio del mondo. Fontane per innamorati o per anziani con le passioni arrugginite nei cuori.
Fontane che catturano gli sguardi e li portano dentro sogni di cristallo, l'anima si lava, prende coscienza, sospira, fantastica mentre la magia di milioni di bollicine invisibili riempie un'aria che sa di lacrime e sorrisi.
Le fontane suonano una musica che è canzone e preghiera, arpa e violino. Sono le note di una melodia che nasce dall'eternità, accordi che camminano insieme al mistero dell'uomo.
|